Necropoli Di Tuvixeddu

All’interno della città di Cagliari è possibile visitare la Necropoli di Tuvixeddu: si tratta della più grande necropoli di origine punica tuttora esistente. Il suo nome si può tradurre come ‘colle dei piccoli fori’ dove ‘tuvu’ è il termine sardo per dire ‘buco’ o ‘vuoto’ originato dai tanti sepolcri antichi scavati nella calcarea roccia.

Necropoli Di Tuvixeddu

Necropoli Di Tuvixeddu



Necropoli Di Tuvixeddu: Abitata sin dal Neolitico

La necropoli di Tuvixeddu occupava in origine oltre una ottantina di ettari e fu abitata sin dall’era Neolitica, come è testimoniato da reperti archeologici che hanno permesso di identificare i suoi primi abitanti attraverso oggetti in ossidiana e selce oltre che ceramiche e segni evidenti delle strutture di capanne.

I Cartaginesi

Fu proprio in questa zona che i Cartaginesi che presero possesso dell’isola tra il VI secolo ed il III secolo a.C., scelsero il luogo dove seppellire i defunti tanto da trasformare il colle in una vera necropoli. Le tecniche utilizzate era alquanto semplici; infatti come da usanza punica, dopo aver scavato un pozzo nella tenera roccia calcarea che poteva essere profondo dai tre agli undici metri, sistemavano i loro morti all’interno l’annessa camera funeraria scavata anch’essa per tale scopo.

Più il defunto era importante e più profondo doveva essere il suo sepolcro, in modo da proteggerlo il più possibile da eventuali visite indesiderate. In alcune circostanze le celle sepolcrali furono decorate finemente e furono usate anche per lasciare in onore del morto, anfore decorate e ampolle riempite di essenze profumate.

Gli scavi archeologici

Gli scavi effettuati dagli archeologi hanno permesso la scoperta di sepolture e corredi funebri e sepolcri che presentavano anche affreschi alle pareti. Va tuttavia considerato il danno non quantificabile, prodotti da tombaroli che nel corso del tempo hanno saccheggiato la zona alla ricerca di oggetti da vendere; ma anche speculazioni edilizie che certamente sono state foriere della perdita di molte preziose informazioni su questo sito.

Necropoli Di Tuvixeddu: Corredo Funebre

Necropoli Di Tuvixeddu: Corredo Funebre



Tuttavia le scoperte hanno permesso di portare alla luce delle interessantissime tombe di epoca cartaginese tra le quali, la Tomba del Combattente – conosciuta anche come Tomba del Sid -, la Tomba della Ruota e la Tomba dell’Ureo. Ritrovamenti, questi che hanno svelato alcuni esemplari di affreschi parietali in perfetto stile nordafricano, con motivi floreali, fregi fatti con palmette e fiori esotici, gorgoni e serpenti urei e motivi geografici.

Nella Tomba del Combattente, la pittura parietale rappresenta la divinità venerata anche nel Tempio di Antas mentre in quella dell’Ureo un prezioso fregio pittorico spazza la figura del cobra alato.

Dopo la caduta di Cartagine alla fine della terza guerra Punica, alle pendici della Necropoli di Tuvixeddu si aggiunse anche una necropoli romana dove si trova la grotta della Vipera, dov’è il sepolcro di Atilia Pomptilla. La necropoli romana presenta la caratteristica di avere tombe a camera e a fossa, oltre arcosolio e colombari.

Sono state rinvenute circa 1500 sepolture anche se molte sono andate distrutte non solo dagli antichi romani ma da una importante azienda italiana che si occupa di cementi che negli anni Settanta fu autorizzata ad espropriare la cava per farla saltare con la dinamite, cancellando tracce di un notevole passato.

L’era moderna della Necropoli di Tuvixeddu

La zona è stata violentata soprattutto nell’Ottocento da costruzioni di uso civile ma anche industriale e testimonianze di questo è ancor oggi presente nella lunga fila di borghesi ville che circondano il colle di Tuvixeddu e la sua necropoli come quelle in stile Liberty di Villa Mulas degli inizi del XX secolo appartenuta ad un famoso avvocato ed una volta visitabile; visita tuttora vietata a causa del pericolo di crolli oggi esistente.

Informazioni utili

La Necropoli si trova in via Falzarego nel cuore di Cagliari, alla sommità di un colle da dove si può godere della vista meravigliosa sulla laguna di Santa Gilla. È possibile partecipare a visite con guida che sono previste da ottobre fino ad aprile, dalle ore 10:00 alle 16:00.

I reperti ritrovati in seguito agli scavi, possono essere ammirati al Museo Archeologico della città. La vista della necropoli è facilitata da una impalcatura sopraelevata che consente di vedere dall’alto il paesaggio, avendo una precisa idea della configurazione delle tombe.

Vale davvero la pena di visitare questo luogo così particolare che sembra impossibile trovarsi all’interno di una grande città. Ma quello che è ancor più strano è il perchè non sia valorizzato come meriterebbe, trattandosi di un luogo speciale e unico, non solo in Sardegna ma anche nel bacino del Mediterraneo.

 

Photo credits:

1) Mostra “E a dir di Tuvixeddu” – Museo Archeologico Nazionale, Cagliari => Cristiano Cani

2) Mostra “E a dir di Tuvixeddu” – Museo Archeologico Nazionale, Cagliari => Cristiano Cani

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